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5 Legge 180/78

 

 

 

 

4 Legge 833/78 art. 34 e 35
3 Progetto Obiettivo 1994/96
2 Progetto Obiettivo 1998/00
1 Legge regionale n. 1 del 03/01/83
   

Progetto Obiettivo "Tutela della salute mentale" 1994-1996

 

L'avvenuto passaggio dall'ottica custodialistica ad una visione più moderna dell'assistenza psichiatrica, centrata sulla copresenza di interventi preventivi, curativi e riabilitativi, ha trovato definitiva conferma nel Progetto Obiettivo "Tutela della salute mentale" emanato per il triennio 1994-96 (G.U. n. 93 del 22/4/1994). Questo Progetto Obiettivo indica come prioritaria la costruzione in tutte le aziende sanitarie locali (ASL) del dipartimento di salute mentale (DSM).

Le strutture del dipartimento di salute mentale e le loro funzioni

Le strutture costitutive del DSM sono:

1) il centro di salute mentale, sede organizzativa dell'équipe degli operatori e punto di coordinamento dell'attività sul territorio;

2) il servizio psichiatrico di diagnosi e cura (SPDC);

3) le strutture semiresidenziali : day hospital (in cui vengono attuati programmi terapeutici e riabilitativi a breve e medio termine) e centro diurno (struttura indirizzata a pazienti che necessitano di trattamenti a lungo termine con attività tese a prevenire il ricovero);

4) le strutture residenziali (piccole strutture con non più di 20 posti letto atte ad accogliere pazienti dimessi dagli ospedali psichiatrici e cosiddetti "nuovi cronici").

Il centro di salute mentale è la sede di elaborazione del progetto terapeutico. In esso lavora una équipe a carattere multiprofessionale, che svolge molteplici attività di prevenzione, cura e riabilitazione tra loro integrate, ed in particolare: attività di valutazione delle richieste che giungono da utenti, familiari, servizi sociali e medici di medicina generale; attività di filtro e prevenzione dei ricoveri psichiatrici; visite ambulatoriali; visite domiciliari; colloqui di supporto psicologico; psicoterapie individuali e di gruppo; terapia psicofarmacologica; attività di sostegno infermieristico; attività riabilitative e risocializzanti; interventi socio-assistenziali per gli utenti in carico; proposte di ricovero nei servizi psichiatrici di diagnosi e cura e nelle altre stutture convenzionate; attività di filtro e di invio ad altri servizi specialistici, come pure a strutture semi-residenziali, riabilitative e residenziali del DSM o convenzionate; consulenze specialistiche a istituti o altri servizi, sia territoriali che ospedalieri; collaborazione con enti preposti alla tutela della salute mentale dei minori a rischio. Nella maggioranza dei casi il centro di salute mentale è aperto al pubblico nei giorni feriali per 8-12 ore. In qualche situazione esso dispone di posti letto per situazioni di crisi o attività extraospedaliere di risposta all'emergenza, con orari di apertura più ampi.
Il servizio psichiatrico di diagnosi e cura è collocato in un ospedale generale. Esso accoglie pazienti per i quali si rende necessario il ricovero in ambiente ospedaliero, sia in forma volontaria (largamente prevalente) sia in regime di TSO. Durante il ricovero vengono impostate terapie farmacologiche; sono effettuati accertamenti internistici; viene valutata, con la collaborazione del personale del centro di salute mentale, la situazione personale e relazionale del paziente. Sono possibili interventi psicoterapeutici, sulle famiglie e di tipo socio-assistenziale.
Il day hospital rappresenta uno spazio di assistenza semiresidenziale per prestazioni diagnostiche e terapeutico-riabilitative a breve termine. E' collocato in strutture ospedaliere o esterne all'ospedale, ma collegate con il centro di salute mentale. Può permettere di ridurre la durata del ricovero e/o garantire l'effettuazione coordinata di accertamenti diagnostici, nonché di avviare e monitorare interventi farmacologici e psicoterapeutici-riabilitativi.
Il centro diurno è una struttura semiresidenziale con funzione terapeutico-riabilitativa, aperta almeno 8 ore al giorno per 6 giorni alla settimana. Dispone di locali idonei ed attrezzati e si avvale di una propria équipe ed eventualmente degli operatori di cooperative sociali e delle organizzazioni del volontariato. I suoi compiti sono volti a consentire lo sviluppo, nell'ambito di progetti terapeutico-riabilitativi, di abilità personali nella cura di sé e nelle attività quotidiane che si fondano sulle relazioni interpersonali.
Le strutture residenziali rappresentano uno strumento essenziale del DSM per portare a termine il definitivo superamento degli ospedali psichiatrici e per fornire una adeguata assistenza ai pazienti più gravi. Le esperienze finora realizzate sono diversificate e non possono essere ricondotte ad uno unico modello. Inizialmente esse sono sorte per favorire il reinserimento nel contesto territoriale (quindi in case di normale abitazione) dei pazienti dimessi dagli ospedali psichiatrici, mentre successivamente la loro apertura ha rispecchiato la crescente necessità di offrire un contesto abitativo soddisfacente a quei pazienti gravi che non potevano vivere da soli o nelle famiglie di origine e che necessitavano di una assistenza continuativa.
Il Progetto Obiettivo precisa che le strutture residenziali non devono essere considerate soluzioni abitative definitive, ma devono essere concepite come uno spazio privilegiato per realizzare programmi riabilitativi individualizzati. Lo standard previsto è di un posto letto ogni 10.000 abitanti, con la possibilità di un posto letto aggiuntivo per specifiche situazioni locali, condizionate dalla chiusura degli ospedali psichiatrici.